{"id":4248,"date":"2018-01-21T10:44:32","date_gmt":"2018-01-21T09:44:32","guid":{"rendered":"http:\/\/taste-italy.be\/?p=4248"},"modified":"2018-01-21T10:44:32","modified_gmt":"2018-01-21T09:44:32","slug":"gabriele-dannunzio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/taste-italy.be\/agenda\/2018\/01\/21\/gabriele-dannunzio\/","title":{"rendered":"Gabriele D&#8217;Annunzio"},"content":{"rendered":"<p>Nato a Pescara nel 1863 da famiglia della media borghesia, studia fino alla licenza liceale al collegio Cicognini di Prato: a 16 anni pubblica la raccolta di liriche \u201cPrimo vere\u201d, cui fa seguito \u201cCanto novo\u201d (1882), di palese filiazione carducciana. Iscrittosi alla facolt\u00e0 di lettere a Roma, egli conduce una vita brillante e movimentata, tra avventure mondane e duelli: sotto il profilo artistico, i fermenti del decadentismo europeo paiono evidenti nel suo primo romanzo, \u201cIl piacere\u201d (1889). Parente stretto di Des Esseintes e di Dorian Gray, l&#8217;Andrea Sperelli del libro incarna una sorta di \u201cnuovo eroe\u201d gelido ed amante del bello, spregioso di tutto ci\u00f2 che \u00e8 mediocre ed ordinario, poco incline a scrupoli morali: a differenza di Huysmans e Wilde, tuttavia, D&#8217;Annunzio ama restare in superficie, con una prosa pi\u00f9 attenta all&#8217;artificio linguistico che non all&#8217;approfondimento delle tematiche decadenti, fuori d&#8217;ogni \u201ccognizione del dolore\u201d.<\/p>\n<p>I successivi \u201cGiovanni Episcopo\u201d (1891) e \u201cL&#8217;innocente\u201d (1891) proseguono sulla medesima linea, pur se nel secondo &#8211; trasposto per il cinema nel 1976 da Luchino Visconti, al proprio commiato registico &#8211; s&#8217;affaccia un bisogno di rigenerazione e rinnovamento, ugualmente presente nelle liriche del \u201cPoema paradisiaco\u201d (1891), anticipatrici di modi e stilemi che caratterizzeranno, dipoi, la poesia crepuscolare. Aperto alle pi\u00f9 varie suggestioni culturali, D&#8217;Annunzio s&#8217;imbeve delle teorie superomistiche sulla scorta dei lavori di Friedrich Nietzsche: se Andrea Sperelli era mosso esclusivamente da motivazioni estetiche, Claudio Cantelmo &#8211; protagonista de \u201cLe vergini delle rocce\u201d (1895) ed iniziatore della infinita galleria di superuomini dannunziani &#8211; teorizza il diritto al dominio delle classi superiori sulle masse (\u201cLe plebi restano sempre schiave avendo un nativo bisogno di tendere i polsi ai vincoli\u201d).<\/p>\n<p>Coerente con l&#8217;ideologia espressa nei propri testi, nella vita pubblica il Nostro si fa eleggere deputato per la destra nel 1897 e s&#8217;imbarca nella propaganda interventista. L&#8217;attivit\u00e0 di scrittore, intanto, prosegue con esiti alterni, divisa fra romanzi (\u201cIl trionfo della morte\u201d, 1894; \u201cIl fuoco\u201d, 1900) e drammi (\u201cLa citt\u00e0 morta\u201d, 1899; \u201cLa Gioconda\u201d, 1899), concepiti nella splendida residenza della Capponcina, a Settignano, dove nel frattempo si \u00e8 ritirato.<\/p>\n<p>Qui nascono pure i primi tre libri (\u201cMaya\u201d, \u201cElettra\u201d ed \u201cAlcyone\u201d) delle \u201cLaudi del cielo, del mare, della terra, degli eroi\u201d, editi nel 1903; le tragedie \u201cFrancesca da Rimini\u201d (1902), \u201cLa fiaccola sotto il moggio\u201d (1905) e \u201cFedra\u201d (1909), oltre al romanzo \u201cForse che s\u00ec forse che no\u201d (1910). Di questo periodo, meritano un cenno a parte i drammi \u201cLa figlia di Iorio\u201d (1904) e \u201cLa nave\u201d (1909): il primo, segna il ritorno dell&#8217;autore a quell&#8217;universo abruzzese gi\u00e0 di scena nelle \u201cNovelle della Pescara\u201d (1884), ma qui distanziato nel tempo tanto che personaggi e vicende risultano collocati in un mondo arcano, sospeso tra ieratica spiritualit\u00e0 e lirica stupefazione; il secondo esplicita, in una sorta di barocco delirio emoglobinico inframmezzato da lampi di lussuria, le coeve brame colonialiste nostrane con versi celebrativi della \u201cmissione\u201d del protagonista maschile, Marco Gr\u00e0tico (\u201cArma la prora e salpa verso il Mondo&#8230; Fa&#8217; di tutti gli Oceani il Mare Nostro\u201d).<\/p>\n<p>Riparato in Francia in volontario esilio, dopo aver perduto la propria abitazione per debiti, D&#8217;Annunzio scrive nella lingua del paese che l&#8217;ospita \u201cLe martyre de Saint S\u00e9bastien\u201d (1911), musicato da Debussy, ed il quarto libro delle \u201cLaudi\u201d (\u201cMerope\u201d, 1912).<\/p>\n<p>Tornato in patria all&#8217;esplodere del primo conflitto mondiale, si distingue per le sue imprese belliche (celebre la \u201cbeffa di Buccari\u201d del 10 febbraio 1918): ferito ad un occhio, verga le pagine del \u201cNotturno\u201d, opera sua tra le pi\u00f9 perfette e compiute, percorsa da cupi presagi d&#8217;imminente fine e da una angosciata coscienza della morte.<\/p>\n<p>Prose, confessioni e ricordi vengono pubblicati sul \u201cCorriere della sera\u201d sotto il titolo \u201cLe faville del maglio\u201d, che diverr\u00e0 poi quello dell&#8217;edizione definitiva del 1924. Ideatore, terminata la guerra, della marcia da Ronchi a Fiume, si ritira infine nella definitiva residenza di Gardone, da lui denominata il \u201cVittoriale degli Italiani\u201d; ivi si spegne nel 1938, dopo un lungo periodo d&#8217;isolamento, in seguito ad una emorragia cerebrale.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/taste-italy.be\/lid-worden\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-4744 size-full\" src=\"http:\/\/taste-italy.be\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/BANNER-lidworden.jpg\" alt=\"\" width=\"1012\" height=\"377\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nato a Pescara nel 1863 da famiglia della media borghesia, studia fino alla licenza liceale al collegio Cicognini di Prato: a 16 anni pubblica la raccolta di liriche \u201cPrimo vere\u201d, cui fa seguito \u201cCanto novo\u201d (1882), di palese filiazione carducciana. 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